Purtroppo è successo ancora, un’altra bambina è deceduta dopo essere stata dimenticata in auto dalla propria mamma. Perché succedono ma soprattutto, sono evitabili queste tragedie? In commercio si trovano dispositivi che vanno dalla più semplice cinghia meccanica “Remove Before Landing” fino alla più tecnologica App Waze, il navigatore di Google. Sono affidabili questi dispositivi di sicurezza?

Partiamo dall’alert salva-vita di Google “Child Reminder Alert”, “promemoria bimbo in auto” in italiano. Lo smartphone è un dispositivo che quasi tutti possiedono e portano sempre con se, da qui l’idea di Waze il navigatore social di Google, introdurre all’interno della sua applicazione la funzione che permette di registrare un messaggio audio per ricordare al guidatore di controllare l’abitacolo una volta giunto a destinazione. Gli sviluppatori spiegano che – il tempo passato alla guida di solito si usa per pianificare i prossimi impegni, decidere cosa fare una volta giunti a destinazione o cosa cucinare per cena, quale strada prendere o dove fare la spesa – tanti, troppi pensieri, che purtroppo a volte ci fanno dimenticare i nostri piccoli che non possono ancora parlare..

Un’alternativa, sempre in soccorso a tutti i genitori è “Remmy”, un dispositivo pensato per la serenità e la sicurezza dei più piccoli durante gli spostamenti auto. Di semplice attivazione e facile da usare Remmy può essere applicato ad un qualsiasi seggiolino auto, è programmato per segnalare i movimenti “rischiosi” del bambino e la sua presenza fin dal momento in cui viene spenta la vettura. Progettato e realizzato in Italia, Remmy è stato promosso per l’alta affidabilità durante i test effettuati da Quattroruote e Sicurauto.it.

Per chi cerca un dispositivo a basso costo, non tecnologico, ma comunque efficace e sicuro, consigliamo il kit tutto italiano “Remove Before Landing”. Composto da un semplice nastro di sicurezza, si installa collegando il seggiolino di vostro figlio alla chiave di accensione dell’automobile, una volta arrivati a destinazione per recuperare le chiavi dovremo per forza staccare il dispositivo dal seggiolino e quindi anche il bambino. Il progetto è stato approvato dall’associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus.

 

Idee semplici dal fine grande!

Si tratta di dispositivi semplici quanto fondamentali al giorno d’oggi, lo stress, i pensieri e i numerosi impegni forse sono tra le cause di queste tragedie, provocate da veri e propri buchi nella memoria delle persone. Il problema è che non ci si dimentica di togliere la spesa dal baule ma i propri figli dal seggiolino. E’ difficile riuscire a dire qualcosa su questi casi, se non poveri bambini, deceduti in seguito all’aumento della temperatura corporea perché lasciati soli in auto sotto al sole, queste cose non dovrebbero succedere. Secondo voi è giusto incolpare i genitori? Per cosa, negligenza? Io vivo con la convinzione che chiunque ami i propri figli più di se stesso e quindi mai e poi mai li lascerebbe volontariamente incustoditi in auto. Credo piuttosto in situazioni di forte stress causate da una serie di azioni quotidiane ripetitive, che li ha portati per un’attimo alla convinzione di aver veramente lasciato i figli al nido. Una disattenzione che pagheranno a vita!

Dobbiamo dire basta a queste tragedie!

Chiediamo più sicurezza in auto per i nostri figli, chiediamolo alle istituzioni e alle case automobilistiche ma, chiediamolo anche a noi stessi.. noi per primi, quando è il momento di acquistare una nuova automobile, non cerchiamo l’ultimo sistema di infotainment, chiediamo sensori per i seggiolini. Le case automobilistiche investono dove c’è richiesta…

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