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Le auto a noleggio inquinano meno di quelle di proprietà

I dati parlano chiaro: le auto a noleggio contribuiscono a tenere sotto controllo l’inquinamento derivante dagli scarichi delle macchine. 

Sembra un paradosso ma il noleggio inquina meno! Da un’analisi del Centro Studi Fleet&Mobility per Aniasa (Associazione dei noleggiatori), emerge che le emissioni nocive delle auto a noleggio sono meno della metà di quelle del parco circolante italiano

La misura delle sostanze inquinanti allo scarico parla chiaro e se i valori di monossido di carbonio e di ossidi di azoto delle auto a noleggio sono risultati inferiori più o meno del 50% sugli idrocarburi incombusti la percentuale è salita al 70% arrivando fino a quota 85% con le polveri sottili, il cosiddetto particolato (PM).

 Un gap enorme, che trova giustificazione nel fatto che i propulsori delle auto a noleggio sono molto più giovani. 

Nel dettaglio la flotta del noleggioa breve e a lungo termine, è composta per l’87% da vetture Euro6 e dal 13% di Euro5, tutte auto di ultima generazione che dispongono degli accorgimenti tecnologici in grado di abbattere al minimo l’impatto ambientale dei propri scarichi nell’aria. 

Viceversa il parco auto circolante sulle nostre strade conta ancora un buon 10% di auto Pre-Euro ovvero non classificabili nella classe ambientale. Oltre il 29% dei veicoli invece risponde ai requisiti delle ormai superate normative Euro1/2/3, il 30% rispetta le normative Euro4 e solo il 32% è conforme alle norme antinquinamento Euro5/6.

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Il Nuovo governo, dal canto suo, sembra intenzionato a rivoluzionare il mondo dei trasporti incentivando il noleggio e le auto elettriche adeguandosi così al resto d’Europa. E’ arrivato il momento di cambiare il modo di vedere l’automobile di proprietà, non più come uno status symbol. Gruppo Bossoni Automobili da anni collabora con le principali aziende di noleggio a lungo termine in ambito europeo, contattateci per avere maggiori informazioni. 

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I nuovi Tutor entreranno in funzione a luglio 

I nuovi dispositivi di rilevamento automatico della velocità media SICVe PM (Tutor) sono pronti a pattugliare tutta la rete autostradale italiana e promettono di essere ancora più inflessibili. 

Più veloci e precisi, i nuovi sistemi di autostrade per l’Italia e Polstrada ripristineranno la vigilanza 24 ore su 24 sulle nostre strade, garantendo così la massima sicurezza giusto in tempo per le vacanze estive.

Dal punto di vista tecnico, il nuovo SICVe PM aggiunge una sostanziale novità al modello che va a sostituire: oltre a rilevare i caratteri alfanumerici delle targhe di immatricolazione, verificherà anche la loro esatta corrispondenza fisica in entrata e in uscita dai punti di rilevamento. In questo modo ci saranno meno possibilità di errore garantendo una maggiore efficacia operativa.

Come promesso in un comunicato stampa congiunto, le istituzioni preposte hanno lavorato velocemente per l’attivazione in via sperimentale del nuovo sistema SICVe TM, sviluppato in conformità al decreto del ministero dei trasporti n° 3338 del 31 maggio 2017 che ne approva la tecnologia. Il nuovo Tutor è pronto a entrare in funzione già nelle prossime settimane, i primi apparecchi verranno istallati sulle tratte autostradali maggiormente interessate dal maxi-esodo estivo ma, in un secondo momento verranno istallati su tutti i 333 portali che già ospitano i vecchi Tutor arrivando così a pattugliare oltre 3.100 km.

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Le multe rimarranno invariate come disposto dall’articolo 142 del Codice della Strada, che prevede una multa di 41 euro se l’eccesso di velocità non è superiore ai 10 km/h. Se invece si supera il limite fino a 40 km/h si dovrà pagare una multa di 169 euro e verranno decurtati 3 punti dalla patente. Un eccesso di velocità che supera i 40 km/h ma non i 60 è sanzionato con un’ammenda di 532 euro, una detrazione di 6 punti dalla patente e la sospensione della patente da uno a tre mesi. Per finire, chi supera i limiti di oltre 60 km/h dovrà pagare 829 euro, si vedrà decurtare dalla patente ben 10 punti e la sospensione andrà da un minimo di 6 mesi fino a un massimo di 1 anno.

Arriva il Bollo Auto europeo a consumo

Bollo Auto: Stop al Superbollo. L’Unione Europea vuole, per tutti i Paesi membri, l’introduzione di un bollo unico calcolato in base ai chilometri percorsi e alla classe d’inquinamento delle vetture.

Dal Telepedaggio all’Eurobollo. La Commissione Trasporti del Parlamento Europeo ha approvato diversi emendamenti per semplificare e uniformare la vita degli automobilisti europei, vediamo di riassumerli in poche righe: 

Con il via libera al Telepedaggio unico europeo, l’Eurocamera ha spianato la strada ad un nuovo servizio che porterà enormi vantaggi per cittadini e imprese. Si è infatti calcolato che in un anno, gli automobilisti potranno risparmiare fino a 370 milioni di euro semplicemente utilizzando un unico dispositivo Telepass su tutte le autostrade europee. La riforma vuole facilitare la vita a chi circola su strada e guidarlo verso il mercato unico più evoluto al mondo. 

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Nella stessa seduta è stata approvata anche la riforma dell’Eurobollouna direttiva comunitaria sulla tassa di circolazione che si focalizza sulla tutela ambientale e all’abbattimento dell’inquinamento.

Il tanto odiato Superbollo italiano andrà finalmente in pensione in favore di una tassa più efficiente ed equa che, secondo quanto deciso dall’Unione Europea, dovrà essere pagata in base ai chilometri percorsi e secondo la classe di inquinamento del veicolo con criteri univoci in tutta Europa. 

La possibilità di adottare questo nuovo criterio di tassazione richiederà l’istallazione su ogni veicolo di una scatola nera che registri e certifichi i chilometri percorsi. L’entrata in vigore del Nuovo Bollo Auto quindi non sarà immediata, ma richiederà l’adeguamento tecnologico necessario affinché gli organismi tributari possano entrare in possesso di tutti i dati necessari per determinare la tassa.

Secondo quanto richiesto dagli eurodeputati negli emendamenti approvati, la nuova tassa di possesso dovrebbe entrare in vigore nel 2023 per veicoli pesanti e furgoni merci di oltre 2,4 tonnellate e dal 2026 per le autovetture.

Auto senza RCA: Le Forze dell’Ordine hanno tre assi nella manica per scovarle!

Con quasi 3 milioni di veicoli che circolano senza assicurazione l’Italia conferma la propria leadership in Europa. A dirlo è l’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) che ha presentato i dati nel corso della tradizionale assemblea annuale. 

I numeri delle auto senza RCA sono ancora molto alti ma il trend fortunatamente è in diminuzione e di conseguenza anche il costo medio dei premi assicurativi.   

Le Forze dell’Ordine, dal canto loro, stanno cercando di arginare il fenomeno aumentando i controlli sul campo. Vediamo in che modo e quali armi, stando alle normative attuali, vengono utilizzate per arginare il fenomeno.

– Il metodo più comune per individuare un’auto senza assicurazione è il controllo durante un posto di blocco. Dopo aver fermato una vettura si richiede l’esibizione del certificato assicurativo, se il guidatore ne è sprovvisto la multa è di 849 euro a cui segue il sequestro del mezzo. La sanzione viene ridotta a 212,25 euro se si regolarizza la posizione del veicolo entro 30 giorni dalla scadenza della RCA, oppure se si decide di radiarla entro 30 giorni.

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– Un altro valido metodo è tramite apposite apparecchiature (telecamere) per il controllo di assicurazione e revisione. Le Forze dell’Ordine, dopo essersi appostate ai bordi della strada, posizionano l’occhio elettronico che immortala il numero di targa di tutti i veicoli in transito e ne verifica la situazione alla Motorizzazione e all’ANIA. Se dal database l’auto risulta in regola con i pagamenti non viene fermata, viceversa se manca RCA Revisione si procede al blocco della vettura. 

– Il terzo metodo di controllo, che presto verrà messo a disposizione dei vari Corpi di Polizia perché previsto dalla legge 27 del 2012, è tramite apparecchiature come: TutorAutovelox e telecamere delle ZTL. Se un’auto sprovvista di assicurazione passerà sotto gli occhi elettronici di una di queste telecamere, il proprietario verrà invitato a presentare la documentazione assicurativa al comando delle Forze dell’Ordine o scatterà la multa. 

Molto presto saremo tutti sorvegliati da radar sensori e telecamere, l’arrivo del piano Ue per l’intelligenza artificiale (AI) permetterà il dialogo tra Auto e Infrastrutture. Una sorta di “grande fratello” dal quale non potremo sottrarci, ma che sarà in grado di sconfiggere problematiche come l’evasione assicurativa e la pirateria stradale permettendoci di viaggiare più sicuri e risparmiare molti soldi sull’assicurazione.

Rivoluzione diesel

Quando tutti lo davano ormai per spacciato, il caro vecchio motore diesel rilancia con una nuova tecnologia che lo rende il più pulito di tutti.

Il diesel ha un futuro! Questa è l’incredibile risposta di Bosch, per fermare il declino delle motorizzazioni a gasolio. Se non stessimo parlando del Colosso tedesco leader della componentistica automobilistica che fattura 78 miliardi di euro all’anno e ne investe il 10% in ricerca e sviluppo, sarebbe dura credergli.

Secondo l’annuncio, arrivato direttamente dalla conferenza stampa annuale di Bosch, la nuova tecnologia utilizzerebbe solo una inedita combinazione tra iniezione di carburante, gestione del flusso d’aria per il riciclo dei gas di scarico e una gestione intelligente della temperatura. 

“Stiamo ampliando i confini di ciò che è tecnicamente fattibile. Con la tecnologia Bosch di ultima generazione, i veicoli diesel rientreranno nella classe delle basse emissioni mantenendo costi sostenibili” ha dichiarato il CEO di Bosch Volkmar Denner, che ha anche aggiunto: “I motori a combustione, sia alimentati a diesel che a benzina, emetteranno così poco particolato e ossidi di azoto che non avranno alcun impatto significativo sull’aria”

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 Dalla Bosch la svolta decisiva nelle tecnologie per la mobilità del futuro! Senza bisogno di componenti aggiuntivi e costi esorbitanti si arriverebbe ad abbassare le emissioni di ossido di azoto (NOx) fino a 13 mg/km nei cicli RDE, un decimo del limite importo dal 2020. 

“Grazie alla nostra innovazione siamo convinti che in futuro nessuno potrà imporre il divieto dei diesel in città, il diesel conserverà il suo posto anche nel traffico urbano, sia per i guidatori cittadini che per i pendolari”, ha dichiarato in conclusione il CEO di Bosch, Volkmar Denner.

Spento il sistema Tutor di Autostrade per l’Italia

Brevetto copiato! Il sistema Tutor che misura la velocità media in autostrada va sostituito altrimenti per ogni giorno in più di utilizzo la società Autostrade per l’Italia dovrà pagare una sanzione di 500 euro alla società Craft che ne rivendica la paternità.

La Corte d’Appello di Roma ha dettato legge. Bocciato il ricorso presentato da Autostrade per l’Italia, in merito alla possibilità di tenere attivi i varchi sulla propria rete di autostradale, anche se basato su un punto chiave come la sicurezza stradale. 

Una doccia fredda, che ci coglie tutti impreparati specialmente alla vigilia del grande esodo estivo. “Ora si rischia di spegnere anche il livello di sicurezza stradale” ha commentato l’Asaps-Associazione sostenitori Polstrada.

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I giudici hanno confermato l’obbligo di spegnere i 333 misuratori della velocità media colpevoli di contraffazione del brevetto, che ricordiamo è di proprietà dell’azienda high-tech toscana Craft, fino alla definizione del contenzioso.

Un sistema che solo nel 2017 ha permesso di rilevare oltre 500mila infrazioni, come risulta dai dati diffusi dalla Polstrada.

Autostrade per l’Italia ha rilasciato un comunicato stampa nel quale conferma il progressivo spegnimento del sistema Sicve-Tutor e la sua sostituzione, in via sperimentale, con il nuovo sistema SICVE PM, approvato con provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti N.3338 del 31 maggio 2017. 

La Polizia stradale e Autostrade per l’Italia hanno comunque confermato il loro impegno nella cura della sicurezza dei cittadini rassicurando che i controlli sulla rete autostradale continueranno ininterrottamente per tutto il periodo transitorio tramite autovelox e telelaser.

Scopri la mappa delle postazioni fisse

Speriamo anche che fra gli automobilisti prevalga il buon senso e che le autostrade non diventino circuiti di Formula 1.

La scheda carburante resterà operativa per tutto il 2018

Dal primo luglio 2018 anche in Italia sarà attiva la e-fattura sull’acquisto di carburanti ma, la cara vecchia scheda non andrà in pensione fino al primo gennaio 2019.

Importanti novità per professionisti, aziende e partite Iva! L’annunciato addio alla scheda carburante, fissato da tempo per il primo luglio 2018, potrebbe slittare di altri sei mesi a causa dei ritardi con cui i benzinai italiani si stanno adeguando alle nuove norme – contenute nella legge di Stabilità 2018 –  che prevedono l’emissione di una e-fattura e pagamenti elettronici a fronte di ogni rifornimento. 

Stando a quanto segnalato dalle associazioni di categoria le nuove procedure informatiche influiranno notevolmente sui tempi di rifornimento con possibili code ai distributori ma d’altronde Il sistema va rodato, i benzinai formati e l’arrivo della stagione vacanziera non aiuta di certo. 

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Per questo motivo, come richiesto da Assopetroli, Faib, Fegica e Figisc nelle scorse settimane, la riforma è tornata al vaglio della commissione del Governo che avrebbe approvato un emendamento correttivo che punterebbe a mantenere una sorta di doppio binario per tutto il 2018, posticipando l’addio alla cara vecchia scheda carburante a gennaio 2019 come per tutti gli altri pagamenti elettronici tra privati. 

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Per i prossimi sei mesi cari distributori spetterà a voi decidere quale metodo utilizzare senza incorrere in sanzioni, ricordate solo che se sceglierete di adeguarvi al nuovo sistema di fatturazione elettronica avrete un vantaggio in più: l’emendamento infatti conferma il credito d’imposta del 50% riconosciuto già dalla manovra 2018 ai distributori di carburanti del totale delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con carte di credito o bancomat dal primo luglio.

ricarica wireless

Soluzioni innovative per le Auto Elettriche: Arriva la ricarica wireless!

La tecnologia elettrica studiata per le auto di Formula E, testata sulle piste degli eprix, arriva sulle auto elettriche ed ibride plug-in

Scordatevi cavi e colonnine, Qualcomm, uno dei soci fondatori della Formula E, ha realizzato Halo, un processo costante, rapido e wireless di ricarica delle batterie per automobili.

Come i più moderni smartphone, presto anche le automobili ci permetteranno la ricarica tramite induzione magnetica anche in caso di pioggia. 

Questo sistema di approvvigionamento di energia statico e dinamico ha richiesto alla Qualcomm oltre dieci anni di ricerca – in collaborazione con l’università di Auckland – ma il risultato finale è un prodotto altamente sicuro, dotato di dispositivi in grado di rilevare la presenza di oggetti sensibili al calore, di animali o di persone nelle strette vicinanze. 

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Le potenzialità della ricarica wireless sono già visibili sulla Safety Car della Formula E – dove la vettura viene ricaricata al massimo della sua potenza in meno di 60 minuti – e sulla Medical Car

Il funzionamento è semplice e si controlla tramite una app per smartphone: l’energia viene trasferita alle batterie grazie a una base pad posizionata a terra e un veichle pad istallato sotto all’automobile, quando l’auto viene spenta inizia automaticamente la ricarica alla velocità di 3,3 Kw, 6,6 Kw o 29 Kw.

Il sistema si adatta perfettamente a tutte le tipologie di veicoli, dall’utilitaria fino al grande SUV, garantendo gli stessi tempi di ricarica. Questa proposta di Qualcomm potrebbe essere adottata da diverse Case automobilistiche, soprattutto in vista della variante che consentirà la ricarica in movimento.

metano

Metano self service: Anche l’Italia avrà i rifornimenti 24h su 24h

L’Italia è a un passo dall’allinearsi con la stragrande maggioranza dei Paesi europei a livello normativo e di infrastrutture sui distributori di metano da autotrazione.

Chissà quante volte avete sentito il jingle “Il metano ti dà una mano” ripetuto magari già dai nostri nonni e poi dai vostri padri, forse è anche per questo motivo che questa alimentazione è particolarmente apprezzata nel nostro Paese. 

Pulito ed economico il metano in Italia è sempre stato penalizzato per la scarsa capillarità della rete e per l’assenza di distributori self service – fino ad ora per legge nel nostro Paese è richiesta la presenza di un operatore addetto al rifornimento.  

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Arriva una piccola scossa per il settore delle auto elettriche ed ibride

Per ragioni di sicurezza, dal 2019 tutte le auto ibride ed elettriche si dovranno adeguare alla normativa UN R138(attualmente al vaglio della United Nations Economic Commission for Europe) e istallare l’Acoustic Veichle Alerting System (AVAS), un sistema di allerta acustica del veicolo.

Si tratta di una piccola grande rivoluzione per il settore delle auto alla spina, atto a incrementare la sicurezza di pedoni e ciclisti. Alcuni dettagli della normativa non sono ancora stati definiti ma quel che è certo è la pericolosità del “silenzio”. Da una ricerca svolta nel Regno Unito è risultato che le auto elettriche hanno il 40% in più di probabilità di colpire un passante rispetto alle auto con motore termico. Un altro studio ha evidenziato che il 93% delle persone ipovedenti o cieche hanno avuto problemi con questa tipologia di auto.

Sfruttando l’esperienza negativa giapponese – dove una persona ipovedente e il suo cane sono deceduti perché investiti da una vettura elettrica – le nuove norme imporranno dal 2019 l’emissione di un suono al loro arrivo impossibile da disattivare alle basse velocità.  

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Questo perché le auto ibride ed elettriche sono troppo silenziose quando viaggiano in modalità full electric a basse velocità, una questione delicata e importante che ha fatto muovere l’Unione Europea per risolverla. Vista la larga diffusione nelle aree urbane delle automobili ecologiche – dove i limiti di velocità sono particolarmente bassi e sia i rumori del rotolamento delle gomme che quelli aerodinamici sono impercettibili – si è giunti alla conclusione che l’emissione di un “rumore bianco” simile alla pioggia, alle onde del mare o del vento che soffia tra le foglie, sarebbe l’ideale perché in grado di coprire tutte le frequenze e quindi essere percepito da persone e animali. 

“Il rumore bianco è molto piacevole. È il suono dell’acqua che cade”, spiega Chris Hanson-Abbott, della Brigade Electronics – azienda leader nei sistemi di sicurezza per veicoli. “Ha due sole uniche caratteristiche: una è che è molto piacevole all’orecchio, la seconda è che la direzione della sorgente è istantaneamente riconoscibile. Nel modo in cui senti un rumore bianco, puoi capire da dove viene”.

 

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